279 progetti per Trasparenze Festival 2016, al via le selezioni

Si è chiusa con 279 progetti arrivati attraverso il modulo on line al bando riservato ad artisti, compagnie e creativi professionisti per Trasparenze Festival 2016.

279 grazie a chi si è voluto misurare con la particolare chiamata di quest’anno, rivolta a spettacoli, performance e allestimenti pensati per spazi urbani: la strada, le piazze, i luoghi non-teatrali della città. È già iniziata la prima selezione da parte della Direzione Artistica, che prenderà in considerazione solo i progetti rispondenti alle caratteristiche richieste. Una seconda selezione coinvolgerà i ragazzi della #Konsulta, il gruppo di giovani tra i 16 e i 25 anni che nel corso delle edizioni di Trasparenze si sta consolidando come avanguardia del pubblico attivo.

konsulta

L’esito del bando sarà comunicato il 22 febbraio e da allora si comincerà a definire il programma di #Trasparenze4, la quarta edizione del nostro Festival a Modena dal 5 all’8 maggio.

“Forse aiuto!” Stefano Cenci e Oscar De Summa in Residenza

Un nuovo progetto artistico e una collaborazione prendono le mosse da questa ultima Residenza del 2015 che vedrà impegnati Oscar De Summa e Stefano Cenci al Teatro dei Segni di Modena. Lavoro quotidiano, scambio artistico e spazio alla formazione come nei precedenti appuntamenti, e una serata finale aperta al pubblico, il 20 dicembre a partire dalle ore 20.00.

Cenci e De Summa

Si intitola “Forse aiuto” il progetto di residenza e spettacolo a cura di Stefano Cenci e Oscar De Summa, con Stefano Cenci, regia di Oscar De Summa, disegno luci di Matteo Gozzi.

Il corpo dell’uomo contemporaneo è un oggetto che viene interpretato in base alle esigenze dei mercati, per cui avremo un corpo da vestire, uno da nutrire, uno da curare. Mai un corpo-persona, che consta di emozioni o sentimenti o aspirazioni. Il nostro corpo è corpo dell’Altro, dove forze nascoste e potenti giocano le loro partite a nostra insaputa e ci lasciano addosso conflitti inestricabili che producono malattie e idiosincrasie per loro natura irrisolvibili. La lotta dunque è tutta all’interno e tutta inconsapevole. Se un tempo qualcuno ha detto che demoni e dei hanno deciso di farsi guerra e hanno scelto come campo di battaglia il cuore degli uomini, adesso, nell’epoca del potere della finanza liquida, potremmo dire che tutta la guerra tra multinazionali si gioca all’interno degli organi, dentro quel corpo che costantemente viene diviso, separato, specificato e quasi mai visto nella sua totalità e “interfuenzalità”.

Forse aiuto è un indagine del paradosso che ci sommerge e ci toglie il sorriso pur promettendoci la felicità, qualcosa da raggiungere, una balena bianca virtuale da perseguire vita natural durante in un accanimento terapeutico e sociologico che fa si che sia sempre un po’ più in la, sempre dopo la crisi, sempre a venire. Forse aiuto si interroga sul corpo e sulla necessità di aiuto senza sapere realmente a chi chiederlo questo aiuto, perché, proprio come nel medioevo, la cura potrebbe essere peggiore della malattia. L’impotenza dunque si rivela nel corpo di un attore, che dal rigore delle scelte, rivela il paradosso sotteso nelle relazioni della scena, con sé, con gli altri, col fuori, o peggio ancora, con il dentro. Per dirla con Artaud dovremmo evirarci tutti gli organi per essere liberi!

Laboratorio con Stefano Cenci e Oscar De Summa #Trasparenze4

L’ultima residenza artistica dell’anno vedrà al Teatro dei Segni gli attori Stefano Cenci e Oscar De Summa con il loro nuovo progetto “Forse, aiuto”, che presenteranno al pubblico il 20 dicembre. Come di consueto la residenza sarà l’occasione per un Laboratorio rivolto in modo preferenziale ai corsisti del Teatro dei Venti.

Giovedì 10 dicembre dalle 20.30 alle 23.30
Sabato 12 dicembre dalle 11.00 alle 15.00 (con pausa merenda breve)
Venerdì 18 dicembre dalle 20.30 alle 23.30
Domenica 20 dicembre convocazione alle 17.00 e dimostrazione di lavoro ore 20.00

Laboratorio Cenci e De Summa

FAUST – Nella morsa dei giorni, della routine roulette russa, in questa epoca di infinito tramonto occidentale, l’uomo moderno a tutta velocità tenta di fuggire dalle definizioni di sé, dai gruppi e dalle ideologie, cavalca tutto ciò che è mobile, scostante, senza radici, e così facendo cavalca anche la Storia, trova nuovi gruppi a cui appartenere, si radica in nuove convinzioni. Perché questo è inevitabile, stare immobili nel flusso della vita e allo stesso tempo lasciarsi trasportare e viaggiare nella fissità dell’eterno. Faust è il più moderno dei miti moderni, in tutte le sue declinazioni. Ora è lui a tentare il demonio, perché tanto ha messo in discussione (e confuso) cosa è bene e cosa e male, cosa è puro e cosa è immondo, cosa è divino e cosa volgare, cosa è figlio della volontà e cosa dell’oblio. E allora proviamo a stare insieme, vigorosi e fertili, come grappoli di individui, organismi multipersonali, anemoni dei sentimenti, senza volontà ma con solo emozioni, e accettiamo il caos che arriva, senza protezione né giudizio, come rami degli alberi o frutti dei rami; come se la salvezza del singolo fosse la negazione dell’individuo, come se la salvezza dell’individuo fosse la pluralità indefinita.

Programma. Esercizi fisici atti a scoprire cosa possiamo e cosa non possiamo fare. Agire nello spazio da soli, ma soprattutto col gruppo di lavoro, come un corpo solo. Oltre o ai confini delle possibilità delle leggi della fisica e della resistenza umana. Il cervello come subalterno del corpo. Ai partecipanti verrà chiesto in previsione del laboratorio di imparare un breve testo a memoria.

FAUST, (inquieto, siede davanti al leggìo) Ed ho studiato, ahimè, filosofia, giurisprudenza, nonché medicina: ed anche, purtroppo, teologia. Da cima a fondo, con tenace ardore. Eccomi adesso qui, povero stolto; e tanto so quanto sapevo prima. Mi chiamano Maestro: anzi Dottore. Sono dieci anni che menando vo pel naso i miei scolari, di sù di giù, per dritto e per traverso. Ma solo per accorgermi che non ci è dato di sapere, al mondo, nulla di nulla. E quasi mi si strugge, ardendo il cuore. (Johann Wolfgang von Goethe)

Il Laboratorio è gratuito e rivolto in modo preferenziale ai corsisti del Teatro dei Venti, per info e contatti info@teatrodeiventi.it – 059 7114312 – 389 7993351

Leviedelfool al Teatro dei Segni con “La sedia vuota”

Domenica 1 novembre al Teatro dei Segni (ingresso gratuito) una serata teatrale con la compagnia Leviedelfool a conclusione della sua residenza artistica a Modena.

Si comincia alle ore 20.00 con l’esito del Laboratorio rivolto ai corsisti del Centro di Formazione Teatrale e si prosegue alle 21.00 con lo studio “La sedia vuota”, nel quale la compagnia Leviedelfool si confronta con il genio del grande pittore olandese Vincet Van Gogh attraverso un percorso emotivo atto a declinare il suo sentire e le sue visionarie intuizioni nella nostra contemporaneità.

Leviedelfool

LA SEDIA VUOTA
Progetto di residenza e spettacolo a cura di Leviedelfool
con Simone Perinelli e Claudia Marsicano.

Ogni cosa che fai è un autoritratto.

Partiremo dalle suggestioni che scaturiscono dalla visione dei quadri di Vincent Van Gogh, così come dalla lettura delle lettere al fratello Theo e di “Van Gogh, il suicidato della società” di Artaud. Il lavoro di improvvisazione ci aiuterà a mixare le impressioni che l’opera e la vita dell’artista avranno scalfito dentro di noi. Ci soffermeremo su quegli aspetti, sentimenti, emozioni che ci parlano della nostra vita. Così come il grande pittore olandese per mezzo dello specchio si ritraeva, noi attraverso Vincent ritraiamo noi stessi e disegniamo la scena percependo il nostro tempo.

1 novembre ore 20.00
Teatro dei Segni – Modena
ore 20.00 Esito Laboratorio
ore 21.00 La sedia vuota (studio)

INGRESSO GRATUITO

30-31 ottobre e 1 novembre Laboratorio “La sedia vuota” con Leviedelfool

Trasparenze propone anche nel mese di ottobre un appuntamento artistico con una compagnia italiana e con il suo peculiare approccio al training e alla messa in scena: questo mese sarà in residenza al Teatro dei Segni Leviedelfool che in quest’ambito terrà un laboratorio aperto ai corsisti del Centro di Formazione Teatrale del Teatro dei Venti.

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Laboratorio “La Sedia Vuota”
“Sono tornato a casa e ho visto la sedia di Paul accanto al tavolo, dov’erano rimasti, ancora dal giorno prima, i suoi libri e i suoi quaderni… Ho cercato di dipingere il suo posto vuoto”.
Un laboratorio di tre giorni per affrontare attraverso la drammaturgia e la pratica attoriale il tema dell’assenza. Partiremo dal famoso dipinto di Vincent Van Gogh. Cercheremo di lavorare su ciò che ci parla dell’assenza rendendola presenza attraverso un percorso che dia seguito alla ricerca di un metodo infallibile per portare il “Teatro” all’interno del “Quadro” e viceversa.
“Sedie vuote – ce ne sono sempre di nuove, altre se ne aggiungeranno e prima o poi non resteranno che… Empty chairs” (lettera 252)
Ai partecipanti al laboratorio viene richiesto un testo a memoria e un testo scritto su una suggestione relativa all’assenza.

Laboratorio condotto da Simone Perinelli e Isabella Rotolo

Venerdì 30 ottobre ore 19.00-22.00
Sabato 31 ottobre 11.00-18.00
Domenica 1 novembre ore 10.00-13.00 – 15.00-18.00
(+ esito ore 20.00)

Presso Teatro dei Segni – via S.G.Bosco, 150 Modena
nell’ambito di Trasparenze Residenze

Partecipazione gratuita riservata ai corsisti del Centro di Formazione / Teatro dei Venti – nell’ambito del progetto Urban Theater Experience – Funder 35

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Leviedelfool nel 2010 inizia un percorso di ricerca sul tema “Esistenza”, nato da una riflessione sull’opera e il pensiero di Albert Camus, e in particolare su Caligola, che si è concretizzato nella Trilogia dell’Essere, composta da tre monologhi (Requiem For Pinocchio, Macaron e Luna Park) e presente in molti festival di teatro contemporaneo in Italia (tra i più importanti ERA Festival del Teatro Era, TEATRI DI VETRO, COLLINAREA) e all’estero a Oradea in Romania al Gala Trafcantului de Cultura International. Nel nel maggio di quest’anno ha partecipato a Trasparenze Festival con Luna Park, spettacolo selezionalo dalla Konsulta. Il primo ottobre di quest’anno ha debuttato al Teatro Era di Pontedera con il suo nuovo spettacolo MADE IN CHINA – Postcards from Van Gogh, prodotto dal Teatro della Toscana. Dal 2013 la compagnia organizza a Calcata ITINERARIA FESTIVAL – Arti Sceniche in Transito.

INFO E ISCRIZIONI 
059 7114312 – 389 7993351
info@teatrodeiventi.it

Rinviato il Laboratorio Rito a Mirandola

Comunichiamo che per ragioni di forza maggiore il Laboratorio Rito previsto a Mirandola dal 24 al 31 ottobre nell’ambito di Trasparenze Residenze è rinviato a data da destinarsi.

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Questo appuntamento è sostituito dalla Residenza artistica della compagnia Leviedelfool che nella sua permanenza al Teatro dei Segni di Modena lavorerà sul suo progetto “La sedia vuota” e terrà un laboratorio per i corsisti del Centro di Formazione Teatrale (30-31 ottobre e 1 novembre) con una serata di presentazione l’1 novembre alle ore 20.00.

Mentre il progetto Rito, per attori, danzatori, performer, artisti di strada, all’interno degli spazi urbani, condotto da Stefano Tè (Teatro dei Venti), Sabino Civilleri (compagnia Civilleri/Lo Sicco), Massimiliano Setti (Carrozzeria Orfeo), Simone Perinelli (Leviedelfool), Loris Seghizzi (Scenica Frammenti), Giovanni Berretta (Compagnia Ordine Sparso), Ciro Masella (Uthopia – Tra cielo e terra), tornerà con prossimi appuntamenti che vi comunicheremo.

 

Il 27 settembre il gruppo Open Circle incontra il pubblico di Modena

La prima residenza artistica della stagione vede il passaggio a Modena di un giovane gruppo internazionale, Open Circle, da Novi Sad, che sta realizzando uno scambio artistico e formativo con la compagnia Teatro dei Venti nell’ambito del progetto “Politiche Minorili in Serbia” promosso dal Comune di Modena e finanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Open Circle (Otvoreni krug, in serbo) presenta domenica 27 settembre il lavoro svolto in questi giorni di permanenza al Teatro dei Segni.
La serata inizia alle ore 20.00 (ingresso gratuito) con l’esito del workshop che il gruppo ha tenuto con i corsisti del Centro di Formazione Teatrale e proseguirà alle ore 21.00 con la performance “Circle of circles”, con Marko Dinjaški, Milena Pavlović, Ana Vrbaški, Vanja Žikić; regia Gianluca Barbadori.

Otvoreni Krug Novi Sad

La performance “Circle of circles”, presentata sotto forma di studio, racchiude la ricerca artistica del gruppo e il lavoro perfezionato nel corso della residenza.

“Viviamo in ambienti familiari, passiamo le nostre giornate nei circoli della nostra routine – recitano le note di regia – ci muoviamo nei cerchi della società: si cresce e si invecchia nei circoli ristretti della vita…in tutto questo ognuno è un cerchio per se stesso, circondato da solitudine e pregiudizi. L’uomo occidentale ha quasi perso la connessione intuitiva con il proprio corpo. Così è diventato prigioniero della sua mente, ha smesso di vivere nel momento presente e si è appesantito con il desiderio di ordinare il passato e di controllare il futuro. Diventando straniero del suo corpo, ha perso il contatto con la natura che lo circonda. Assetato di conoscenza e potere, affascinato da se stesso, vorrebbe diventare signore non solo del mondo in cui vive, ma anche dell’intero universo. Con l’obiettivo di organizzare il suo mondo, ha impostato leggi, standard morali, sistemi di valori, classificazioni, gerarchie, priorità. Ha deciso chi è “alto” e chi è “basso”, chi è bello e chi è brutto, ciò che è permesso e ciò che è proibito, ciò che è malato e ciò che è sano. Avendo bisogno di resistere in questo mondo, ha dovuto abituarsi a tenere la bocca chiusa, a stringere i denti, a ingoiare il rospo, a trattenere il fiato, a mostrare i muscoli, a trattenersi, a mantenersi razionale, a mantenere il sangue freddo, a diventare insensibile . Poi ha iniziato a soffrire di pressione alta, emicrania, allergie, è diventato depresso, paranoico, ansioso, e ha cominciato a utilizzare sempre di più la medicina. Mentre il tempo passava, ha iniziato a dimenticare la sua vera natura. E fino ad ora, lui non è riuscito a capire che non è in conflitto con gli altri, ma con se stesso.”

Open Circle_Otvoreni krug

OPEN CIRCLE è un’associazione con sede a Novi Sad e lavora sull’utilizzo di pratiche teatrali e psicologiche, combinando diverse tecniche del teatro fisico e sociale, con la musica e la ricerca sul movimento. L’associazione è formata da un team di persone con diverse competenze ed esperienza internazionale. Il suo lavoro si orienta su diverse tipologie di pubblico: i bambini, i giovani e gli adulti con disabilità, con disturbi dello sviluppo e di apprendimento, e con molti altri gruppi di persone.
OPEN CIRCLE organizza workshop, spettacoli teatrali, seminari, festival e colonie. Un posto speciale nel lavoro del gruppo è riservato alla ricerca multidisciplinare e alle pratiche orientate verso il cambiamento sociale. Il gruppo è guidato dal regista italiano Gianluca Barbadori, il quale ha all’attivo una lunga esperienza internazionale in Argentina, Brasile, Spagna, Portogallo, Ungheria e in altri paesi europei ed extra-europei e attualmente collabora, tra gli altri, con il gruppo colombiano “El Hormiguero Teatro” e con la compagnia “Ponte tra Culture” in Italia.

Domenica 27 settembre
ore 20.00 Esito Workshop
ore 21.00 Circle of the circles (work in progress)
Teatro dei Segni (Via S.G.Bosco, 150 – Modena)

INGRESSO GRATUITO