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Gli studi di #trasparenze2012: “A very little action” di Silvia Mei

Trasparenze 2012 presenta:

Venerdì 26/10 20.30 sala parrocchia San Pio X
A VERY LITTLE ACTION

videoperformance di e con Silvia Mei
in collaborazione con Adriano Razzi

“Curare il pensiero significa curare le proprie parole; curare le proprie parole significa curare le proprie azioni; curare le proprie azioni significa formare il carattere; curare il proprio carattere significa costruire il proprio destino”.

È una piccola azione. Una partitura di gesti quotidiani. Quasi fosse un rituale. È l’azione di chi calibra il peso di ogni più piccolo spreco di energia. Il gesto pensivo che misura l’effetto del suo impatto, che si fa sostenibile. È il gesto di ci si prende cura, letteralmente, dell’arte. Un gesto appassionato ed energico, meditato e riflessivo, ma anche mesto e raccolto. L’atto di ogni curatore che si dichiari indipendente è una continua misurazione del senso del suo fare. Si procede per bagliori lampi intuizioni, secondo una drammaturgia in cui è la biografia a riverberare il significato di un’azione. Cosa significa essere indipendente, cosa significa fare il curatore, cosa significa ideare e progettare cultura, cosa significa essere un lavoratore della cultura. Quanto la vita privata può partecipare o subire l’azione di un pensiero che si sottopone continuamente ad autocritica e si munisce di una coscienza…Sono semplici domande che la mia identità professionale mi ha imposto quasi fosse stato un peccato originario operare nel limbo della cosiddetta “cultura”. Mi alzo tutte le mattine e non smetto di pormi le stesse domande, non smetto di continuare a fare quello che faccio. Malgrado tutto. Perché alla fine, nella mia scheggia di esistenza, non smetto di credere alle rivoluzioni dal basso, ai sabotaggi dall’interno. Non smetto, soprattutto, di credere alle forme di resistenza silenziosa e solitaria. Non riesco alla fine a fare a meno di tutto questo.

Silvia Mei è ricercatrice, curatrice indipendente e critica militante. Presso la Fondazione Cini è stata assegnista con una borsa di studio sull’iconografia di Eleonora Duse e svolge attualmente ricerca presso l’Università di Pisa (Dipartimento delle Arti). Consulente artistico per diverse realtà festivaliere italiane (tra cui La Soffitta-Università di Bologna e Ipercorpo a Forlì), svolge anche formazione del pubblico e seminari per attori, danzatori e docenti. Critica e affiancatrice della nuova scena, scrive per le testate online cultureteatrali.org, di cui è redattrice, e paneacqua.eu; nell’ottobre 2011 ha fatto parte del coordinamento critico della 41. Biennale Teatro di Venezia, “L’Ottavo peccato”, diretto da Andrea Porcheddu. Ha pubblicato curatele, saggi, articoli e interventi in riviste specializzate: “Culture Teatrali”, “Danza&Ricerca”, “Antropologia e Teatro”, “VeneziaMusica”, “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”. Di recente pubblicazione il volume a sua cura Claudio Tolcachir/Timbre4. Una trilogia del living (Editoria&Spettacolo, 2012), formazione argentina guidata da un emergente teatrista di ultima generazione.

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