Pubblicato in: compagnie, diario, residenze

#EQUIPAGGIO Un diario di bordo con il vocabolario di Joseph Conrad – 4/6

Giovedì 21 marzo – meno due giorni a sabato 23

Quell’anno vi fu un cattivo inverno al largo del Capo. I marinai si battevano le braccia sul corpo, o correvano picchiando forte i piedi, soffiandosi sulle dita gonfie e arrossate.
La nave era bella ma fragile, e non l’amavamo meno per questo. Ammiravamo le sue qualità ripetendole ad alta voce, ce le lodavamo fra noi come si fosse trattato di meriti nostri.
Quella notte a bordo nessuno dormì. La maggior parte dei marinai ricordano, nella loro vita, una o due notti di eccezionale burrasca. Nulla pare che resista dell’universo, se non tenebra, fragore, furore, e la nave.
Agli uomini che risparmia dalla morte, il mare conferisce il pieno e ambito privilegio di non avere mai un istante di tregua…

"La Nave...ammiravamo le sue qualità...come si fosse trattato di meriti nostri"
“La Nave…ammiravamo le sue qualità…come si fosse trattato di meriti nostri”

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