Pubblicato in: compagnie, diario, programma, residenze

Intervista a Francesca Foscarini, BUONE FESTE in attesa delle prossime #trasparesidenze

Si conclude la residenza con Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz, e restano tanti regali reciproci sotto forma di incontri – senza prezzo l’ingresso delle due danzatrici all’interno della Casa Protetta S.G.Bosco, la possibilità di interazione e di ascolto, la piccola performance realizzata per gli ospiti della struttura – e la possibilità per Trasparenze di ospitare collaborazioni e artisti internazionali valorizzando il Teatro dei Segni come luogo aperto alla creazione.Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz, Casa Protetta San Giovanni Bosco, Modena

Salutiamo e ringraziamo Francesca e Sara e diamo appuntamento alla prossima residenza con ErosAntEros dal 18 al 25 gennaio. BUONE FESTE a tutti, a presto!

Qui il calendario delle residenze fino a maggio 2014 [LINK]

Ecco l’intervista integrale realizzata dal gionalista Gianluigi Lanza sulle giornate di residenza artistica di Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz a Modena:

Francesca, Lei porta in scena due spettacoli: “Grandmother” il 14 e “Destroying Grandma” il 21: come sono nati, e cosa li lega?
Grandmother è un assolo creato insieme a Sara Wiktorowicz, coreografa e danzatrice americana, con base in Olanda, di cui ha curato l’ideazione e la regia. Questo solo è nato dal desiderio comune di esplorare la trasposizione di un ricordo ad un corpo. Da un inizio avvenuto nel 2008 è seguita una ripresa del materiale coreografico nel 2012 in occasione del concorso Premio Equilibrio Roma 2013, nel quale ho vinto il premio come miglior interprete. Nello specifico, abbiamo lavorato su alcuni ricordi legati alla figura di mia nonna materna.
Abbiamo cercato, attraverso l’improvvisazione, di trasferire tali ricordi in diverse parti del corpo, partendo dalle mani. Ne è uscito un assolo che, nel modo a volte frammentato, in cui i ricordi affiorano alla mente, gioca sulla continua intermittenza di immagini, creando un susseguirsi di fotogrammi che nascono e si esauriscono proprio come i ricordi.
E’ uno sguardo al passato che si nutre di un presente legato al “qui e ora”. Questo aspetto è determinante nel rendere ogni presentazione unica perchè aperta al cambiamento dato dallo stare nel momento presente. I blackout improvvisi che interrompono i movimenti contribuiscono a generare nello spettatore e in me performer, un senso di incertezza e mistero nel futuro, che trova rassicurazione nel bagliore della luce improvvisa che illumina ogni volta il corpo pronto e reattivo,  che sa quel che deve fare.
In questo senso possiamo dire che Grandmother si fonda sulle tre dimensioni temporali: passato, presente, futuro, perfettamente incarnate dalla figura della NONNA. Donna che è stata: bambina, ragazza, madre ed infine, nel suo presente nonna, che guarda al suo passato con nostalgia per la consapevolezza di non poter più rivivere quella parte di vita, ma con dentro di sé un “avvenire in potenza” che si realizza attraverso la vita dei suoi figli e nipoti.
Destroying Grandmother, esiste per ora l’idea di partenza, con Trasparenze iniziamo infatti la prima settimana di ricerca. Sarà un duo creato, coreografato e danzato da entrambe. Anche in questo caso inizieremo il nostro processo creativo recuperando dei ricordi, questa volta però di altre nonne.
Il percorso sarà lo stesso, cambierà il soggetto. Faremo quindi delle interviste volte a recuperare vissuti di nonne: partendo dalle nostre rispettive madri ma anche intervistando alcune nonne della Casa Protetta di Modena, con le quali è prevista anche una sessione di movimento. Cercheremo di mettere in luce gli aspetti che accomunano queste donne e che le contraddistinguono.
Foscarini e Wiktorowicz dopo lo spettacolo

Come si è svolta la collaborazione con Sara Wiktorowicz?
Sara Woktorowicz l’ho incontrata nel 2005 al festival Opera Estate di Bassano del Grappa (VI), durante un suo workshop. E’ nato subito il desiderio da parte di entrambe di fare qualcosa insieme. Nel 2008 c’è stata una prima stesura di Grandmother e dopo una lunga pausa, nella quale entrambe ci dicevamo “dobbiamo rimetterci mano a Grandmother” l’abbiamo ripreso, nel 2012, in occasione di Premio Equilibrio.
Nel momento giusto, credo. Dal 2008 ad oggi, la mia formazione si è arricchita con percorsi di formazione, collaborazioni e creazioni importanti : l’assolo Cantando sulle Ossa; il trio spic& span con Marco D’Agostin e Giorgia Nardin; la collaborazione con Alessandro Sciarroni in FOLK-S e con Marco D’Agostin in Per non svegliare i draghi addormentati, e l’ultima, importante, con la coreografa israeliana Yasmeen Godder,  hanno contribuito alla mia maturazione di interprete e autrice.
Ci accingiamo ora a creare un lavoro a 4 mani che completerà la Trilogia, Once Upon a Time, formata appunto da Grandmother, Destroying Grandma e Wheel of Motion. Quest’ultimo nasce dalla collaborazione tra Sara Wiktorowicz e Dinanda Luttikhedde, videoartista olandese. In questa performance, la danza di Sara entra in relazione a delle immagini videoproiettate che ritraggono alcune scene di vita quotidiana della nonna  di  Dinanda.
Il debutto dell’intera trilogia è prevista per Luglio ad Orizzonti Verticali a San Gimignano.

Cosa significa per Lei il progetto di residenza con Trasparenze?
Significa avere un’opportunità concreta di sostegno alla creazione. Avere quindi uno spazio allestito per le prove, con l’assistenza di tecnici, l’alloggio e la copertura delle spese di vitto. Condizioni basilari per poter lavorare bene e per niente ovvie nella realtà italiana di oggi. Spesso avere una residenza significa solamente avere uno spazio per provare ma non necessariamente, o comunque non sempre avere,  la copertura dell’alloggio e del vitto. Accanto a questo aspetto molto pratico mi piace molto la formula di Trasparenze, che prevede nel primo giorno di residenza la presentazione di uno spettacolo di “repertorio” e nell’ultimo il risultato della settimana di ricerca. Questa formula facilita la comprensione del lavoro e della poetica dell’autore, uno strumento in più per comprendere il processo creativo che porta alla realizzazione di un’opera compiuta.

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