Pubblicato in: compagnie, diario, interviste, residenze

Teatro/Vita, una pedalata in Tandem. Intervista a Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri.

Se non l’avete letta sulle pagine del Resto del Carlino/Modena ecco qui in versione integrale l’intervista di Gianluigi Lanza a Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri. Intanto, dopo lo spettacolo TANDEM, presentato sabato scorso, è in corso la Residenza della compagnia al Teatro dei Segni di Modena: attori e registi in equilibrio per la nuova produzione BOXE.
Lavori in corso fino all’apertura di sabato 29 marzo con lo studio (ore 21.00).

Tandem foto Chiara Ferrin
Tandem – foto Chiara Ferrin

Lo Sicco – Civilleri, di cosa parla “Tandem”?
I temi da noi affrontati portano in sè delle domande che scaturiscono da una riflessione sulla vita e sulle dinamiche che ci circondano nel tempo specifico in cui viviamo; nel caso particolare Tandem invita lo spettatore a porre lo sguardo sul mondo dei giovani, sulle necessità di cambiamento, sui meccanismi di passaggio dalla gioventù all’età adulta. Federica e Paola, sono due amiche che la vita separa. L’una insegue l’altra nel tentativo di colmare un vuoto inspiegabile. Tutto è già avvenuto. Federica cerca di ricostruire i motivi o le dinamiche di questa fine viaggiando tra le sue paure e i suoi sensi di colpa. La narrazione è frammentata, esile, pochi indizi, molte immagini e ricordi. Siamo davanti ad un mondo sospeso, in equilibrio tra sogno e realtà dove il reale e’ un pericolo imminente ed il sogno il ricordo di loro due insieme su un tandem in corsa. Il Tandem sospeso tra cielo e terra sulla molla di sospensione di un carrarmato diventa fulcro di questa storia paradossale, concepito per il movimento ma costretto in scena all’immobilità . Viene smontato, usato e coccolato, diventa muretto sul quale guardare le stelle o trincea di una lotta in strada. Una zattera per tenersi aggrappati alla vita.Il progetto Tandem è stato ideato da noi, Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, ma lo spettacolo che ha debuttato a Milano al Teatro i a febbraio 2014 non è frutto solo del nostro operato. Abbiamo scelto di chiedere ad artisti e collaboratori di intervenire con originalità sull’idea che proponevamo. Le musiche dello spettacolo sono del musicista/cantautore Davide Livornese, il Tandem opera dell’artista Mario Petriccione, il testo della scrittrice Elena Stancanelli, il manifesto dipinto dall’artista Riccardo Brugnone, nostra la drammaturgia scenica e la regia, le luci di Cristian Zucaro, la campagna di promozione e comunicazione sullo spettacolo di ISI frame.Tutti hanno aderito ad un percorso comune con l’intento di mettersi in relazione per la creazione di un linguaggio. Sebbene la modalità di collaborazione conferisca complessità alla ricerca di un linguaggio unico, questa non corrisponde alla complessità scenica o spettacolare, infatti lo spettacolo Tandem è giocato sulla semplicità e la precisione; sulla intensità delle atmosfere, la forza dell’immagine e l’espressività del corpo.

Tandem_LoSicco_Civilleri
Tandem, Federica e Paola – foto Chiara Ferrin

Come avete lavorato sul testo della Stancanelli?
La nostra collaborazione con Elena Stancanelli nasce già dalla prima produzione Educazione Fisica di cui firma il testo. Da sempre il nostro rapporto ci ha visti interlocutori autonomi e oggettivi. Tutto inizia da una riflessione, una domanda mia e di Sabino da cui lei parte per la scrittura del testo. L’intervento che noi le chiediamo e’ sempre stato quello di inserire un virus nella nostra drammaturgia scenica. La composizione della parola non avviene contestualmente: la parola, così come la drammaturgia scenica, si muove costantemente; essa ha un carattere esile e non aderisce canonicamente alla scrittura scenica. Nel nostro lavoro partiamo dalla volontà di sfuggire al naturalismo per aprirci alle possibilità che permettono all’osservatore di modificare la sua comprensione rispetto a quello che osserva: la scrittura scenica e la gestualità, quindi, sfuggono dalla didascalia del testo. Il livello di comprensione si attesta su parametri diversi che implicano un’attenzione da parte dello spettatore, che è accompagnato ad attivarsi in una sorta di ricostruzione degli eventi.

Cosa vuol dire per voi partecipare ad una rassegna come “Trasparesidenze”?
Abbiamo sempre creduto che la modalità della residenza sia il giusto mezzo per mantenere il percorso creativo fertile ed in continuo movimento. Anche se oggi molti scelgono le residenze come luogo della creazione per noi è una modalità che ci portiamo da lontano e da tanto tempo. Tutti i nostri lavori sono nati da lunghe residenze in giro per l’Italia. Crediamo infatti nello scambio e nella libertà che un luogo protetto come questo può fornire ad una creazione artistica. Trasparenze è una realtà giovane e dinamica con la quale ci piace condividere il lusso di concedersi il tempo e lo spazio adatto per cercare.

Wainer Vaccari Fight 12> studio aperto al pubblico
sabato 29 marzo ore 21.00 (ingresso 5 € salvo promozioni)
Teatro dei Segni (Via S.G.Bosco, 150 – Modena)

INFO E BIGLIETTERIA

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