Pubblicato in: compagnie, Festival 2015

Sandokan o la fine dell’avventura, I Sacchi di Sabbia – 7 Maggio #Trasparenze3

Sandokan, I Sacchi di Sabbia.
Sandokan, I Sacchi di Sabbia

In scena al Drama Teatro, per la prima giornata del Trasparenze Festival i Sacchi di Sabbia con lo spettacolo “Sandokan” (55′).

 Giovedì 7 Maggio alle ore 20.30.

Tratto da “Le Tigri di Mompracem” di Emilio Salgari.

Scrittura scenica: Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Giulia Gallo e Giulia Solano con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano

Tecnica: Federico Polacci

Costumi: Luisa Pucci

Produzione: I Sacchi di Sabbia/Compagnia Lombardi-Tiezzi in collaborazione con Teatro Sant’Andrea di Pisa, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi. Con il sostegno della Regione Toscana.

Il luogo in cui si svolge l’azione è una cucina: attorno ad un tavolo si raccolgono i quattro personaggi che, indossato il grembiule, iniziano a vivere le intricate gesta del pirata malese. Perno dell’azione è l’ortaggio, in tutte le sue declinazioni: carote-soldatini, sedani-foresta, pomodori rosso sangue, patate-bombe, prezzemolo ornamentale. E poi cucchiai di legno come spade, grattugie come cannoni, una bacinella piena d’acqua per il mare del Borneo, scottex per cannocchiali, e ancora sacchetti di carta, coltellini, tritatutto…Il racconto si affaccia alla mente degli spettatori, per poi esplodere con una frenesia folle che contagia. La cucina è casa di Sandokan, nave dei pirati, villa di Lord Guillonk, foresta malese, spiaggia di Mompracem. Fedele all’ideale di un ironico esotismo quotidiano (Salgari non si avventurò mai oltre l’Adriatico) lo spettacolo – attraverso la rifunzionalizzazione di semplici oggetti d’uso – è un elogio all’immaginazione, che rischia di naufragare nel blob superficiale dei nostri tempi e al tempo stesso una satira di costume. Piccoli uomini (noi) e i loro grandi sogni si scontrano in un gioco scenico buffo ed elementare. Chi avrà la meglio?

I Sacchi di Sabbia sono un gruppo tosco-napoletano di “Comici dell’Arte”, formatosi a Pisa nel 1995. Debuttano nel 1996 con Riccardo III, Buckinghàm e a’ malafemmena, uno spettacolo che inaugura il percorso delle rivisitazioni shakespereane, presentato al Festival Internazione di Santarcangelo.Nel luglio 1998 nasce lo studio su Faust, Pauperis oratorium Christi, primo traguardo di un ‘indagine sul sacro, alla luce di uno sguardo disincantato e ironico, segnalato dalla critica del progetto Eti “Il debutto di Amleto”, con la seguente motivazione: “Per la misurata ironia e l’equilibrio degli attori nella riappropriazione di un immaginario popolare in bilico tra sacro e profano”. Nel 2001 I Sacchi di Sabbia iniziano un percorso sulla sottrazione della parola. Il primo lavoro, Orfeo. Il respiro, presentato al Festival di Santarcangelo, riceve una nomination al Premio UBU 2003 “per il loro intrecci di ironia, storia e metafisica”. L’indagine sulla “gravità fisica e metafisica del quotidiano si completerà con Tràgos, nel 2004, un lavoro che consegna definitivamente la compagnia al successo di critica e pubblico su scala nazionale. Nel 2006, Turma Infantium Suite, co-prodotto dalla Fondazione Pontedera Teatro, ritorna alla semplicità di una storia dall’accento sacro e di grande suggestione, una salmodia per immagini e voci. 1939, del 2007, avvia una seria riflessione sull’agire nel presente, sulle sue declinazioni, sulla sua goffaggine: 1939 è un lavoro sull’impossibilità di rappresentare la grande Storia, un’avventura antifascista dai toni tragici e grotteschi. Sandokan o la fine dell’Avventura, nel 2008, ne segue le tracce, rielaborando Salgari in un pastiche in cui la rifunzionalizzazione degli oggetti quotidiani diventa una profonda riflessione sul fantastico e sul romanzo d’appendice. La Compagnia nel 2008 ha ricevuto un Premio UBU Speciale con la seguente motivazione: “I Sacchi di Sabbia, per il complesso di un’attività caratterizzata dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell’avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata”.Nel 2009 inizia il lavoro sul Don Giovanni di Mozart che si conclude nel giugno 2010. Lo spettacolo verrà rappresentato con successo in molti festival e stagioni non solo italiane (Istanbul, Parigi, Sarajevo, Lugano, ect…) Parallelamente la Compagnia ha prodotto con il fumettista Gipi il primo tentativo di fusione tra Teatro e fumetto portando in scena ESSEDICE, tratto da “S” di Gipi. Nel 2011 vincono il Premio Nazionale della Critica, con particolare riferimento allo spettacolo Don Giovanni.

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